I bambini la conoscono solo nera, gommosa e golosissima. Molti di noi l’hanno masticata in forma di rametto, gustandone il sapore aromatico, nella sua forma originale, altri la consumano spesso come confetto, nerissimo e dal gusto intenso. Ma di che cosa parliamo?

La liquirizia, della famiglia delle fabaceae o leguminose, ha origine antiche. Il nome deriva dal termine di origine greca Glycyrhiza che significa pressappoco “radice dolce”. Diffusa dal bacino mediterraneo fino a  tutto l’Oriente, in Cina è utilizzata da oltre 2000 anni.

La pianta perenne, che ha la forma di un arbusto, può arrivare fino due di metri di altezza e produce fiorellini blu o violacei. La parte aromatica, che viene raccolta e trattata in diversi modi, è la radice che si presenta legnosa e molto fibrosa, dal colore marrone e dall’interno giallo.

La radice può essere masticata per gustarne l’inconfondibile sapore, che ricorda quello dell’anice e del finocchio. Dalle radici essiccate e bollite si ottiene il “succo”, ossia un estratto denso e nero che si solidifica e può essere polverizzato o usato in molteplici usi o trasformazioni. Anticamente in Europa, prima della diffusione massiccia dello zucchero era usata come dolcificante. 

Proprietà

La liquirizia era utilizzata già da Romani ed Egiziani come rimedio medicinale. Antispasmodico e antiossidante, anche emolliente, è consigliata per tosse e bronchite. Può alzare la pressione arteriosa e favorisce la ritenzione idrica. Sembra fosse usata, per questo motivo, da soldati e carovanieri, che passavano molto tempo in zone dove era difficile procurarsi dell’acqua.

Utilizzi

Il decotto di liquirizia si ottiene facendo bollire per circa un minuto 20 grammi di radice decorticata in un litro d’acqua. L’aroma dolce la rende particolarmente indicata ad essere aggiunta a tè e tisane.

Le scagliette di liquirizia all’anice, in qualsiasi momento della giornata, sono un ottimo digestivo e profumano l’alito.

Le caramelline di liquirizia pura, spezzata, sempre a portata di mano, costituiscono un buon rimedio per disturbi digestivi e gonfiori.

I bastoncini di liquirizia si possono masticare e succhiare per estrarne il succo dolce e aromatico. Indicati in caso di tosse o catarro, rappresentano una buona alternativa allo spazzolino per pulire e rinfrescare la bocca dopo i pasti.

La polvere si può usare per la preparazione di creme e gelati, ma si abbina anche con pietanze salate. Si può spolverare su paste e risotti e si sposa bene con gli agrumi. Da provare anche con la cacciagione, aggiungendone un pizzico ai fondi di cottura di stufati e spezzatini. Esalta anche piatti a base di pesce, in particolare il polpo.