I chiodi di garofano appartengono alla famiglia delle Myrtaceae. Non derivano dall’omonimo fiore, ma, una volta secchi, lo ricordano molto. I fiori raccolti in infiorescenza, una volta secchi e privi di petalo, assumono la forma tipica di piccoli chiodi. Dall’azione digestiva, tonificante e antisettica, sono utili contro mal di testa, mal di denti e spossatezza.

Scopriamo le caratteristiche e i benefici:

Caratteristiche e origini

I chiodi di garofano sono costituiti da piccoli boccioli dell’infiorescenza dell’Eugenia Carophyllata, raccolti ancora chiusi ed essiccati al sole, la cui forma ricorda appunto quella di piccoli chiodi. È un albero sempreverde originario dell’Indonesia, in particolare nell’arcipelago delle Isole Molucche (ma coltivato anche nelle Antille, Madagascar, Zanzibar, Brasile e Sri Lanka). La piccola isola di Ternate, dal diametro di appena 9 km, presenta i resti di ben 10 fortezze erette nel corso dei secoli da mercanti e conquistatori spagnoli, portoghesi, inglesi e olandesi, a testimoniare l’importanza della preziosa spezia. È addirittura possibile visitare, nel palazzo del sultanato, un’importante collezione di vasi e ceramiche cinesi di diverse epoche, per ricordarci quanto siano stati prolungati nel tempo gli scambi commerciali con la Cina. Durante la dinastia Han (circa 400 anni a cavallo della nascita di Cristo) chiunque venisse ricevuto dall’imperatore, non poteva esimersi dal tenere in bocca un chiodo di garofano, prima e durante un colloquio, per profumare l’alito e prevenire la diffusione di batteri.

Proprietà e benefici

Oltre che come antibatterico, il chiodo di garofano è utilizzato da secoli anche per le sue proprietà anestetizzanti e digestive ed è considerato, quindi, da sempre come rimedio naturale per il mal di denti o gengiviti. Parliamo ovviamente di rimedi che non possono sostituire le cure del dentista in caso di carie o problemi più complessi, ma in mancanza di farmaci, tenere un chiodo di garofano in bocca in prossimità del punto interessato può aiutare ad alleviare il dolore. Altro importante beneficio di questa preziosa spezia è quella di essere un potente antiossidante naturale: combatte l’azione dei radicali liberi mantenendo giovane l’organismo. Stimolano la circolazione sanguigna, aiutano a combattere  la spossatezza e il mal di testa. Inoltre, si dice che i chiodi di garofano rientrino tra i cibi con proprietà afrodisiache.

Tisana chiodi di garofano

Ingredienti per 1 tazza
5-6 chiodi di garofano
scorza di arancia a piacere
5 gr tè verde
2 fette zenzero fresco
zucchero, miele o dolcificante a piacere
1 fettina di limone

Preparazione
In un pentolino portare ad ebollizione l’acqua con i chiodi di garofano (con la scorza di arancia o lo zenzero fresco, se volete). Spegnete il fuoco e lasciate riposare per almeno 5 minuti l’infuso nel pentolino. Quando la temperatura dell’acqua è diminuita leggermente, aggiungete (a piacere) le foglie di tè. Filtrate l’infuso in una tazza da tè. Potete aggiungere una fettina di limone per insaporire la tisana e dolcificare con zucchero, miele e dolcificante.

Le nostre tisane – tè con i chiodi di garofano:
Yogi Tea
Rooibos spezie mandorle

Chiodi di garofano in cucina

A scopo alimentare, il chiodo di garofano compare in molte preparazioni dolci e salate come vin brulè, biscotti, ragù, arrosti, brasati, conserve, bolliti, salse, brodi e altre preparazioni per piatti di carne. (Leggi la nostra ricetta del chicken Biryani)Arricchiscono il sapore delle verdure nella preparazione di zuppe e vellutate. È uno degli ingredienti del curry e di molte miscele come il Berberè che caratterizza in maniera particolare. Molto utilizzato anche per aromatizzare tè e tisane. Famoso e gettonato il chai latte, la chai bevanda che include tra i suoi ingredienti anche i chiodi di garofano. Utilizzati anche nella miscelazione, i chiodi di garofano sposano perfettamente drink come il gin tonic. Inoltre, messi in una ciotola, allontanano dalle nostre dispense le farfalline che spesso rovinano gli alimenti.

Chiodi di garofano come collutorio

Un decotto ottenuto facendo bollire un cucchiaino di chiodi di garofano in mezzo litro d’acqua per 10 minuti e lasciato raffreddare può essere un’alternativa a un collutorio. Oltre a costituire un rimedio casalingo per alleviare dolori e fastidi del cavo orale, l’eugenolo, ossia l’olio essenziale estratto dai boccioli, ma anche dalle foglie e i rametti della pianta, è un elemento utilizzato in ambito odontoiatrico. È contenuto in farmaci da banco per uso topico da applicare sulla parte dolorante grazie alla sua azione anestetica. Le proprietà antibatteriche vengono sfruttate invece se usato in prodotti per l’igiene orale come collutori e dentifrici. Viene impiegato inoltre come costituente nella costruzione di leghe e cementi utilizzati in caso di otturazioni, impianti e fissaggi di protesi. Non è un caso quindi se quando apriamo un barattolo che viene annusato dai clienti del nostro Emporio, uno dei commenti più frequenti e immediati è “odora di dentista”.

Calorie e valori nutrizionali

100 g di chiodi di garofano contengono 274 kcal

Proteine 5,97 gr
Grassi 13 gr
Colesterolo 0 mg
Fibra alimentare 33,9 gr
Carboidrati 65,53 gr
Zuccheri 2,38 gr
Sodio 277 mg

Controindicazioni

Se usati in maniera parsimoniosa e senza eccessi, i chiodi di garofano non hanno alcun effetto collaterale. É bene comunque consumarli con attenzione. In caso di assunzioni eccessive, si potrebbero manifestare disturbi legati a intossicazione, disfunzioni ematiche e danni epatici. Inoltre, i chiodi di garofano non sono indicati né per i più piccoli, né per le donne in gravidanza o in allattamento, poiché pare non siano ancora state studiate nel dettaglio le conseguenze dell’eugenolo sui più piccoli. Per questa ragione, è bene affidare eventuali dubbi al proprio medico di fiducia. Non usare in caso di ulcera peptica (uso orale) o di ipersensibilità verso uno o più componenti, dermatiti (uso esterno). A dosi elevate l’olio essenziale di chiodi di garofano è tossico per il fegato ed il sistema nervoso. Non applicare l’olio essenziale puro sulle gengive e sulla pelle perché è irritante.