Apparentemente semplice da preparare, nel corso del tempo è stato protagonista di innumerevoli rivisitazioni, dagli ingredienti alle guarnizioni, fino al tipo di bicchiere più adatto per servirlo. Tra tecniche di miscelazione e varietà di spezie per valorizzarne l’aroma, il Gin Tonic è ancora oggi uno dei long drink più popolari e apprezzati in tutto il mondo.

Più di tre secoli ma non li dimostra

Le origini del Gin Tonic risalgono al 1700, all’epoca del dominio britannico in India. Inizialmente la bevanda fu concepita con scopi curativi, come rimedio per combattere la malaria tra i soldati della guarnigione inglese di stanza nelle colonie oltre oceano. Gli ingredienti principali, gin e acqua tonica, sono stati inventati proprio da due medici. Il gin per cominciare fu creato dal dottore Francisco della Boe Sylvius presso l’Università olandese di Leiden nel 1650, sfruttando gli effetti benefici delle bacche di ginepro.

Al tempo dell’alleanza tra protestanti olandesi e inglesi il gin ebbe così l’occasione di diffondersi anche nel mondo anglosassone. L’acqua tonica deriva invece dalla corteccia dell’albero di Cinchona, usato prima dai coloni spagnoli per curare la febbre, in Europa contro la peste e infine in India per la malaria. Qui il dottor George Cleghron, chirurgo dell’Esercito Reale, sviluppò il famoso “tonico” al chinino. Quest’ultima era la versione grezza di quella che poi sarebbe stata la ricetta perfezionata dal chimico tedesco Johann Jacob Schweppe nel 1794, unendola a dolcificante e anidride carbonica per ottenere la soda.

Il limone è stato poi aggiunto soltanto alla fine, anche in questo caso l’idea nasce inizialmente con obiettivi terapeutici. James Lind, un chirurgo della Compagnia delle Indie Orientali aveva intuito che i marinai si ammalavano di scorbuto per carenza di vitamina C. Aggiungendo così il lime prima e il limone poi al gin e all’acqua tonica si arriva finalmente allo straordinario cocktail che oggi è tutti conoscono come Gin Tonic.

Quali spezie per Gin Tonic?

In giro per il mondo e negli stessi paesi in cui viene servito, il Gin Tonic è forse il drink allo stesso tempo più minimale e con il maggior numero di “nuance”. Per cominciare non tutti i gin sono uguali, quindi già la scelta di uno degli ingredienti base può modificare non poco il risultato. Tra i tipi più famosi vi sono i seguenti: Tanqueray Gin, Cask Gin, Contemporary style Gin, Genever Gin, London Dry Gin e Traditional Style Gin. Ognuno si distingue per il tipo di botanicals cioè il mix di erbe, spezie, piante e radici che ne conferisce il caratteristico aroma e sapore. Altro fattore da non sottovalutare è la gran quantità di acque toniche disponibili sul mercato, per cui si possono ottenere Gin Tonic più fruttati, altri secchi, altri ancora profumati, e chi più ne ha più ne metta.

Per ultime ma non ultime le spezie per Gin Tonic utilizzate come “ciliegina sulla torta”, aggiunte al termine della preparazione per sdrammatizzare o accentuare particolari note per accarezzare i sensi. Le più comuni e sfruttate spezie per Gin Tonic sono ad esempio: pepe rosa, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, anice stellato, vaniglia, zenzero e il classico ginepro. È però possibile anche guarnire in alternativa con basilico, frutti di bosco, pompelmo, cetriolo o rosmarino.

Gin Tonic ricetta e varianti del cocktail

Parlare di “ricetta originale” nel caso del Gin Tonic è cosa ardua perché trattandosi di una delle bevande più cosmopolite che esistano in pratica ogni paese lo ha declinato a modo proprio. Ciò che è certo è che alla base vi sono gin e acqua tonica, di solito con un rapporto di 1 a 3, nel dettaglio:

1/3 di Gin
2/3 di acqua tonica
Cubetti di ghiaccio
Una fettina di limone o spicchio di lime (a seconda se si voglia esaltare il gusto più aspro o dolciastro)

Preparazione

Disporre in un bicchiere del giaccio a cubetti fino a colmarlo
Versare il gin e l’acqua tonica
Spremere uno spicchio di limone e guarnire con una fettina di limone o di lime

Varianti

Già solo spaziando tra gli oltre mille marchi di gin in circolazione si potrebbe parlare di altrettante varianti del Gin Tonic, tuttavia restando nel campo di quelle “ufficiali” allora è il caso di riferirsi ai diversi modi di preparare il Gin Fizz e il Gin Lemon. La ricetta ufficiale dell’International Bartenders Association (IBA) prevede 6 parti di gin, 4 di succo di limone e 2 di sciroppo di zucchero con aggiunta di soda finale e una ciliegina rossa. Di questo poi esistono anche varietà come il Diamond Fizz (con vino frizzante), il Green Fizz (con crema di menta), il Golden Fizz (con tuorlo d’uovo) e il Silver Fizz (con albume d’uovo). Per finire il Gin Lemon, altro classico della famiglia, si prepara in modo simile al Gin Tonic ma aggiungendo Schweppes Lemon e mezza fetta di limone.

Dritte e consigli

Per servire un perfetto Gin Tonic anche il bicchiere gioca un ruolo tutt’altro che marginale. Come il vino ha bisogno di un calice la cui forma ha lo scopo di convogliare gli aromi verso l’olfatto, pure in questo long drink non solo l’occhio ma anche il “naso” vuole la sua parte. Di solito si suggerisce di utilizzare un highball o un tumbler, entrambi di forma cilindrica, il primo più regolare e stretto, il secondo più largo e svasato. Una piccola dritta per mantenere il cocktail piacevolmente fresco più a lungo possibile può essere quello di mettere il bicchiere in frigo prima di preparare la bevanda.